Cantiere delle Marche
vara ad Ancona
M/Y Stella di Mare

02.04.2013


È stato varato oggi ad Ancona M/Y “Stella di Mare”, Explorer vessel di 30 metri in acciaio e alluminio costruito presso il Cantiere delle Marche su progetto dell’Ingegnere Sergio Cutolo, responsabile dello studio Hydro Tec.

Il Darwin Class 96’, che sarà presentato ufficialmente durante il prossimo Salone Nautico di Cannes, è stato disegnato al fine di soddisfare le richieste dell’armatore, che navigherà prevalentemente insieme alla propria numerosa famiglia: inizialmente visitando il Mediterraneo anche nelle stagioni e nelle destinazioni più inusitate, per poi attraversare l’Oceano Atlantico e prolungare la propria crociera tra la costa Est degli Stati Uniti e le Isole Caraibiche. Essendo l’Armatore un vero appassionato di mare e di barche, ama pilotare la sua nave e passa lunghi periodi in Plancia ad occuparsi della conduzione del proprio Yacht. Nelle passate esperienze, però, questo lo ha portato ad isolarsi dalla famiglia e dagli amici. Al fine di avere la possibilità di rimanere comunque in contatto con i suoi ospiti, Cantiere delle Marche ha disegnato e realizzato per lui una sky lounge aperta sulla timoneria, la quale in caso di navigazioni notturne si può isolare per mezzo di uno schermo a scomparsa.

Pur mantenendo il family feeling della gamma di Explorer Yacht Darwin Class, lo yacht presenta caratteristiche progettuali differenti rispetto ai precedenti Yacht della stessa gamma oltre alla sopraddeta timoneria open space: i saloni sono più grandi di più di 10 metri quadrati ciascuno, la cabina VIP è stata allungata di circa 1,50 mt conferendo un volume quasi uguale alla cabina armatoriale, il pozzetto main deck è a sua volta sensibilmente più profondo. Non solo, per quanto riguarda gli spazi operativi: la zona crew ospita alloggi per 6 persone di equipaggio, sono stati aumentati e ottimizzati tutti gli spazi di stivaggio, il garage è stato aumentato in superficie di circa 10 m all’interno del quale – peraltro – vi trovano spazio 4 biciclette di cui due elettriche dotate di dedicata stazione di ricarica per le batterie. Anche gli spazi esterni guadagnano in metrature disponibili per la vita a bordo: tutti i ponti sono sensibilmente allungati, lo spazio prendisole sulla tuga prodiera può ospitare 6 persone comodamente sdraiate, ed il sun deck ha una superficie di quasi 50 metri quadrati.

I motori MTU 8V 2000 M72 da 720 Kw regalano ben 13,5 nodi di velocità pur mantenendo silenziosità e consumi a livelli minimi grazie alla taratura Heavy Duty che caratterizza tutte le costruzione CdM. Una particolare menzione va fatta all’isolamento ed al controllo della rumorosità: su specifica richiesta dell’armatore, particolarmente sensibile a tale caratteristica, CdM all’esito di uno studio effettuato insieme ai migliori esperti del settore, ha realizzato un sistema di isolamento degli ambienti di importante efficacia.

Gli interni, disegnati dagli architetti Pierluigi Floris e Marco Veglia, sono contemporanei, lineari e molto luminosi, con il lower deck in total white arricchito da dettagli in essenza. La decorazione degli interni si caratterizza per la sobrietà ed eleganza senza tempo, che si adatta perfettamente con la personalità di tutti gli Yacht della classe Darwin, in cui lo stile e la classe sono elementi differenzianti e ragione di successo nel mondo che li circonda.

Vasco Buonpensiere, Socio e Direttore Commerciale di Cantiere delle Marche esprime così la soddisfazione di un altro battesimo dell’acqua per questo giovane cantiere: “E’ sempre emozionante vedere uno dei nostri Yacht entrare in mare dopo circa 24 mesi di lavorazioni, sacrifici, e grandi sfide per fare felice il nostro cliente. Questo 30 metri è ancora una volta la dimostrazione di quanto sia importante la relazione ed il coinvolgimento tra armatore e cantiere: voglio ringraziare per questo la famiglia armatrice ed il team di tutti coloro hanno contribuito in cantiere a realizzare questa magnifica, lussuosa, solida e sicura nave. Cantiere delle Marche si contraddistingue e si contraddistinguerà sempre per questo: una dimensione, non solo fisica, tale per cui il centro della propria attività è, e sarà, sempre e solo la soddisfazione dei propri armatori”.

Lo Yacht risponde in tutto e per tutto alle caratteristiche della Classe Darwin per quanto riguarda la specifica tecnica che in così poco tempo ha portato Cantiere dele Marche a diventare un punto di riferimento affidabile e di incredibile successo per il mercato: spessori degli acciai sovradimensionati, motori in tarature Heavy Duty, dettagli progettuali e costruttivi quali il piping in Cupro-Nikel, il parallelo automatico tra I generatori, le prese a mare e le valvole motorizzate comandabili da remoto, il sistema di depurazione delle morchie di sentina (bilge oil treatment), i sistemi di trattamento delle acque nere e grigie mutuati dal naviglio commerciale, i timoni indipendenti, gli skeg a protezione di assi, eliche e timoni, e tanti altri dettagli che molto difficilmente si possono riscontrare nella normale produzione di Yacht mondiale. Darwin Class, la scelta del nome non è casuale, è una classe di Yacht che segnano l’Evoluzione di una Specie che pur modificando le proprie forme mantiene saldo il proprio DNA originario (quello delle navi commerciali), caratterizzato da cromosomi fatti per navigare in sicurezza, in modo affidabile, in qualsiasi condizione metereologica, in completa indipendenza e con grande autonomia in termini di consumi di carburante e possibilità di stivaggio. Sono yacht dai 21 ai 45 metri, dai contenuti inusitati per imbarcazioni di queste dimensioni. La mission aziendale include anche la possibilità di rendere i propri yacht eco-compatibili: fra i più significativi contributi spicca la possibilità di dotare la Classe Darwin di propulsioni diesel elettriche azipodali, sviluppate in collaborazione con aziende che rappresentano la massima aristocrazia tecnologica nell’industria navale. Grazie a questo tipo di propulsioni, gli yacht costruiti da Cantiere delle Marche saranno capaci di ridurre ulteriormente il già bassissimo impatto ambientale grazie a emissioni ridotte e, contestualmente, aumentare l’autonomia e la manovrabilità in modo esponenziale.

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